Non è la prima volta che il tempo si addolcisce in maniera quasi melensa, per poi incattivirsi in sèguito, soffiando magari aria gelida su fiori e gemme appena sbocciate.

La primavera spesso ci sorprende per le belle giornate calde e luminose, quasi a sbeffeggiarne l'inverno appena passato. A volte, però, è l'inverno che si prende gioco della primavera, soffiando aria fredda e facendo cadere la neve non necessariamente solo in montagna.

Il sole che abbiamo avuto in questi giorni è già abbastanza caldo. La sua azione sui vegetali è palese con lo sboccio dei fiori e la schiusa delle prime foglie. Ora arriveranno anche le piogge  al centro-nord a "benedire" con le loro gocce questa opera d'arte della natura.

L'eventuale arrivo del freddo e della neve su un patrimonio vegetativo ancora quiescente non sarebbe causa di grossi problemi, ma se la medesima situazione si presentasse, ad esempio, nel mese di aprile, i danni potrebbero essere ingenti. Il peso della neve sulle foglie già spuntate può determinare schianti di alberi al suolo, per non parlare del gelo, che può letteralmente bruciare i germogli e le foglie ancora giovani, senza possibilità di appello.

Il fiocco di neve sui fiori degli alberi da frutto ha un impatto devastante, peggio della grandine. La neve, difatti, tende ad accumularsi sull'apparato floreale, bruciandolo inevitabilmente e non consentendo alla pianta un'adeguata fruttificazione.

Per fortuna, dalle mappe a nostra disposizione, non si notano ritorni di freddo tardivi e le temperature dovrebbero mantenersi miti nonostante le piogge.


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