Un buon metro per cercare di capire le mosse dell'alta pressione africana è l'ormai famoso ITCZ ( InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull'equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell'emisfero boreale e la risalita di masse d'aria calda che determinano l'area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l'equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell'ITCZ verso nord facilita le rimonte dell'alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l'Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

La mappa in alto a sinistra ce lo mostra...così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella prima decade di settembre. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 1  al 10 settembre, ovvero nella prima decade del mese.

Cosa notiamo? Sul settore centrale e orientale è presente ancora una lieve estroflessione verso nord, segno che l'attività del monsone sottostante non si è ancora completamente arrestata. L'estremo lembo occidentale è invece lievemente sotto media. In altre parole, le possibilità che l'alta pressione africana possa monopolizzare il restante mese di settembre sono basse e limitate alle regioni meridionali italiane e alla Penisola Ellenica con ondate calde brevi e transitorie. La parte occidentale del Mediterraneo non dovrebbe invece correre questo rischio ed essere interessata maggiormente dalla penetrazione delle saccature atlantiche.


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