Siamo ormai agli esordi di una fase invernale di maltempo che rimetterà in gioco masse d'aria fredde di origine continentale, pescate quindi dalle remote steppe della Siberia per essere trascinate direttamente verso il nostro continente. A farne le spese saranno in primis i settori orientali del nostro continente, i quali sperimentano già in queste ore una diminuzione sensibile delle temperature. Un calo deciso nei valori è previsto entro lunedì mattina anche sul centro Europa e sulle regioni settentrionali del nostro Paese.

Da notare come alle quote superiori, la colata d'aria gelida siberiana venga supportata da una componente artica responsabile di geopotenziali particolarmente bassi, ed una massiccia irruzione d'aria gelida che si verificherà quindi anche nei piani alti dell'atmosfera (previsti sino a -40°C alla quota di circa 5400 metri). 

Quali valori potranno essere raggiunti sul nostro Paese?

La massa d'aria in arrivo tra domenica e l'inizio della prossima settimana, per ragioni legate alla sua stessa origine, porterà dei valori di temperatura particolarmente freddi soprattutto nei piani bassi dell'atmosfera. Quindi verremo a trovarci in una situazione atmosferica nella quale il raffreddamento previsto sarà particolarmente sensibile al suolo, con grande facilità porterà la colonnina di mercurio su valori inferiori allo zero.

Nell'ambito delle regioni settentrionali, saranno possibili picchi minimi di temperatura sino a -10°C, mentre i valori massimi risulteranno attorno allo zero con possibilità di avere delle vere e proprie "giornate di ghiaccio" cioè con valori negativi nell'arco di tutte le 24 ore. Il freddo si farà sentire anche al centro ed in parte sulla Sardegna, limitati saranno gli effetti sul nostro Mezzogiorno, ove però non mancheranno gli episodi di instabilità. 

Spostando il nostro sguardo a giovedì primo marzo, l'aria gelida continentale riuscirebbe ad interagire con una depressione centrata col proprio perno ad ovest del Portogallo. Le conseguenze presto dette, porterebbero questo grande gorgo depressionario ad approfondirsi proprio sul bacini occidentali del Mediterraneo, portandovi una severa ondata di maltempo che seguirebbe a pochi giorni dall'altrettanto severo raffreddamento portato dall'aria continentale. 

Risultato?

Dinamica di addolcimento, l'aria calda sovrascorre sopra quella fredda preesistente e potrebbe creare le condizioni adatte alla NEVE sino a quote pianeggianti sulle regioni del nord, soprattutto l'angolo nord-occidentale. Avvezione d'aria mite con netto aumento delle temperature al centro ed al sud. 

I primi giorni di marzo 2018 trascorrerebbero infine ancora sotto condizioni di instabilità e precipitazioni frequenti. Temperature altalenanti ma senza grossi picchi di freddo. 

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