Confermata per il fine settimana la definitiva propagazione al suolo del vistoso riscaldamento stratosferico polare preannunciato alcuni giorni addietro. A livello sinottico, la nuova circolazione risente di questa importante azione di disturbo attraverso un orientamento dei flussi di calore prettamente in senso meridiano, quindi una prepotente riattivazione sempre dei flussi di calore che non si limitano più a restare confinati nella fascia delle medie latitudini, accennando tutt'al più a delle modeste ondulazioni, ma puntano decisi verso nord, spingendosi OLTRE il 70°C grado di latitudine ed operando una vistosissima azione di disturbo a carico del nostro Vortice polare. 

Le conseguenze presto dette, porteranno ad uno "split", cioè una divisione completa del vortice in due grandi tronconi. L'aria calda in risalita dall'oceano Atlantico alla regione polare, determinerà su questi settori un aumento delle temperature anche sino a 15/20°C rispetto ai valori normali. L'aria gelida verrà quindi spodestata dalla sua sede originaria e costretta ad interessare con moto antizonale (da est verso ovest) il nostro continente europeo, laddove è previsto spingersi un vero e proprio lobo del vortice siberiano. 

Tale manovra giungerà quindi alla massima espressione proprio nei primi giorni della prossima settimana, portandovi sul nostro continente un finale di stagione scandito da un grande acuto dell'inverno. DA notare un elemento molto interessante, come la fase di propagazione del warming in troposfera coincida con l'interrompersi del surriscaldamento stratosferico, cui farà seguito nei prossimi giorni un nuovo, probabile ricompattamento del Vortice Polare. 

Ad ogni modo, le conseguenze sulla circolazione di casa nostra resteranno ancora compromesse per un bel po' di tempo, anche se, una volta superato l'episodio di grande inverno relativo a questi prossimi giorni, lo sviluppo successivo degli eventi riporterà una circolazione più temperata, con i primi "vagiti" di una stagione primaverile ai suoi esordi. 

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