I modelli più importanti stamane hanno tracciato un quadro previsionale molto chiaro, surclassando i modelli minori, che dipingevano scenari assai più arditi, ma che si avvieranno presto ad allinearsi ai più performanti, sebbene spesso non infallibili.

I punti fondamentali di quanto accadrà e penalizzanti per l'episodio in sé che avrebbe potuto risultare anche storicamente rilevante:
-eccessiva antizonalità: in pratica se spesso abbiamo rimproverato al freddo di non riuscire mai a sfondare con decisione ad ovest, rimanendo sempre ancorato all'est europeo, stavolta si muoverà fin troppo a ritroso, raggiungendo in poco più di 24 ore addirittura l'Oceano Atlantico.

-freddo comunque intenso: un raffreddamento importante è necessario d'inverno per i nostri mari e per gli equilibri del clima e questo è stato colto già con 10 giorni di anticipo.

-aggancio ad una depressione troppo lontana dall'Italia per portare quelle nevicate di addolcimento importanti che molti già pregustavano. Infatti quella tra giovedì 1 e venerdì 2 sembra la classica situazione da rialzo termico sensibile e rapido con poche precipitazioni (neve del mendicante, come si dice in gergo).

Ma la media degli scenari degli stessi modelli è più ottimista si dirà: la media degli scenari quando le corse ufficiali sono così decise, conta molto poco. Dunque le emissioni di oggi paiono quasi come delle sentenze rispetto alla chiusura del cerchio dell'episodio invernale.
 


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