Venti impetuosi di Bora sferzano il nord-est. Gravi danni in Veneto, raffiche fino a 120 km/h.

Come ampiamente previsto il Buran sta facendo il suo ingresso sull'Italia in queste ore, attraverso la "porta orientale", ovvero quella di Trieste dopo aver superato le Alpi Dinariche. 

L'aria gelida di origine siberiana sta scatenando già i primi chiari effetti sulla nostra  penisola, specie al nord Italia. L'aria gelida siberiana, molto densa e pesante nei bassi strati, sta sollevando l'aria umida e più calda presente in pianura Padana determinando nuvolosità estesa e anche nevicate fino in pianura, dal Veneto fino al Piemonte. Fiocchi sono stati segnalati anche in Liguria e Toscana, tra Genova e Pistoia.

Inoltre i forti venti catabatici (Bora) dovuti allo scivolamento dell'aria gelida dalle Alpi Dinariche attraverso il Golfo di Trieste sta scatenando fortissime raffiche di Bora, che già dalla notte hanno portato non pochi danni sulle regioni del Triveneto. Su Trieste le raffiche di Bora hanno raggiunto i 130 km/h provocando numerosi danni e disagi, oltre che un incredibile crollo della temperatura nonostante anche il repentino calo dell'umidità relativa (segno evidente del tipo d'aria, siberiana).

 

 

Le raffiche impetuose di Bora hanno raggiunto anche Veneto ed Emilia, specie i settori costieri dove i mari sono molto mossi e i disagi legati al vento non mancano. Eloquente la situazione a Rovigo, dove tra la notte e le prime ore del mattino i venti impetuosi di Bora oltre 100 km/h hanno abbattuto numerosi alberi. Danneggiate diverse auto e abitazioni, ma fortunatamente non ci sono state vittime o feriti. 

La Bora persisterà anche nelle prossime ore a causa del continuo flusso siberiano, sempre più gelido, proveniente da nord-est.

 

 

 


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